sabato 22 ottobre 2016

SAN BARTOLOMEO IN BOSCO








SAN LORENZO

SAN GAETANO



Nel 1954 Mons. Bovelli pose la prima pietra della nuova Chiesa.




Cronotassi:
Grossi Alessio           (2007-2015)
Di Pascale Antonio   (1978-2007)
Paparelli Lorenzo      (1921-1978)
Manzoli Giuseppe     (1913-1920)
Pieri Francesco          (1885-1913)
Cavallazzi Carlo        (1840-1840)
Baglioni Luigi           (1832-1840)
Zappoli Achille         (1829-1832)
Tacchi Antonio          (1826-1826)
Tacchini Antonio       (1817-1829)
Drappieri Giovanni    (1812-1817)
Pellagatti Gaspare      (1800-1812)
Botti Ferdinando        ( 1783-1799)

(Sostantivo
cronotassi - f inv
- elenco ordinato cronologicamente di persone succedutesi in una carica. Usato specialmente nelle successioni di vescovi.








San Bartolomeo in Bosco è una frazione di Ferrara di 2.041 abitanti, facente parte della Circoscrizione 2, il cui territorio dista da Ferrara 14 km e si sviluppa fra Gaibana, Montalbano e Marrara. Il borgo è sorto all'incirca verso il 1735, si ricorda la vecchia chiesa parrocchiale risalente al 1783, distrutta nel 1945 e la nuova inaugurata il 20 dicembre 1959. È inoltre sede del Centro di documentazione del mondo agricolo ferrarese. Vi si trovano un asilo, una scuola elementare, una scuola media, alcuni ristoranti e bar e annualmente vi si reca un piccolo luna park.
 
Potremmo racchiudere la storia di San Bartolomeo in Bosco in un racconto di poco meno di trecento anni … prima solo valli, paludi, qualche sparso casone di canne e fango. Con i primi coloni nelle nuove terre emerse in località ‘li Boschi’ sorge nel 1737 un oratorio nelle possessioni dei conti Masi. Un piccolo borgo che presto si popola e diviene, ‘dismembrato’ dalla chiesa di S. Egidio, la parrocchia (1783) di San Bartolomeo in Bosco, con una nuova chiesa (1786) e un suo parroco, don Botti. La storia (la Legazione Pontificia, i giacobini, la Restaurazione, il regno sabaudo) sfiora il paese, che vive del lavoro dei suoi contadini con la coltivazione della canapa, del mais e, in epoche più recenti, della barbabietola e infine con la frutticoltura. La guerra nel 1945 distrugge la vecchia chiesa, ricostruita nel 1959 grazie alla tenacia del parroco don Lorenzo Paparelli. Delle epoche passate, oltre qualche antica casa e la scuola elementare (1912) dell’ing. Duprà, la storia si manifesta con il bel monumento ai Caduti della Grande Guerra di Edgardo Simone (1927) e l’interessante Casa Littoria dell’ing. Ugo Marti (1939), ora caserma dei Carabinieri. Guerre e alluvioni non hanno tolto a San Bartolomeo in Bosco il piacevole aspetto di tranquillo e agiato borgo contadino alle porte di Ferrara.
 
Bibliografia
    •    Guida della Circoscrizione Sud di Ferrara, 2007
    •    In quel giorno si raccapitolò tutto l'inverno, diario del primo parroco di S.Bartolomeo don Ferdinando Botti, con introduzione storica di Adriano Franceschini, Gruppo Culturale in Nemore 1983
    •    Deo Gratias! Mezzo secolo della nuova Chiesa di San Bartolomeo in Bosco, Liberty House 2009
    •    Segnali dal passato, Lucio Scardino
    •    Carlo D'Onofrio, ...e adesso parliamo di San Bartolomeo in Bosco, stampato in proprio, 2016. La storia completa di San Bartolomeo in Bosco in 50 pagine ricche di illustrazioni. Prefazione della storico ferrarese Francesco Scafuri. L'opera è rinvenibile presso vari istituti culturali cittadini (la biblioteca Ariostea di Ferrara, l'archivio storico del comune di Ferrara, la biblioteca di Architettura ecc.) e, fino a esaurimento, presso l'edicola del paese.

Da:
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Bartolomeo_in_Bosco

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 Il paese, sorto nel sec. XVIII su terreno di recente bonifica, nella sua breve storia ha conosciuto ore tristi e drammatiche a causa delle rotte del Reno negli anni 1774 e 1896 e del terremoto nel 1887. 
Nel 1738 fu costruito dal conte Bartolomeo Masi Pasini un oratorio, che ampiamente strutturato, fu elevato a chiesa parrocchiale dal card. Alessandro Mattei con suo decreto del 18 dicembre 1783; il primo parroco don Ferdinando Botti prese possesso il 30 dicembre. 
Nell’ultimo conflitto la zona fu sottoposta a bombardamenti, riducendo nel 1945 la chiesa parrocchiale ad un cumulo di rovine ed il campanile ad un tronco. 
L’attuale chiesa, ricostruita più ampia e spaziosa, fu consacrata il 20 novembre 1959 dall’arcivescovo mons. Natale Mosconi. 
Due lapidi marmoree poste all’entrata principale ricordano la costruzione della nuova chiesa e la celebrazione bicentenaria fatta alla presenza dell’arcivescovo mons. Luigi Maverna il 18 dicembre 1986.

Da:



Foto del 1945


venerdì 30 settembre 2016

VILLANOVA





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VILLANOVA è una frazione di Ferrara di 334 abitanti, facente parte della Circoscrizione 4.

Le origini del paese si fanno risalire già al 1108, quando l'arcivescovo di Ravenna investe l'abate di Sant'Apollinare Nuovo di due parrocchie ferraresi: San Giovanni di Denore e San Biagio di Villanova mentre è datata 1167 la lamina di piombo ritrovata nella chiesa durante alcuni lavori nel corso del 700. Inoltre, nonostante la chiesa sia stata più volte ricostruita, nel corso del restauro del 1848 è stata mantenuta una porzione di cornice romanica, segno delle sue antiche origini. Oggi la Chiesa parrocchiale, dedicata a San Biagio, è in stile settecentesco.

Situata lungo l'argine destro del Po di Volano, Villanova sorge fra le vicine località di Albarea e Denore.



VICONOVO







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FOSSALTA






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DENORE



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Denore è una frazione di Ferrara di 439 abitanti, facente parte della Circoscrizione 4. Il toponimo deriva dal vocabolo dall'onore, in riferimento alla vittoria di una battaglia che vinsero i ferraresi sui ravennati nel 696.
Il paese ha antiche origini e viene menzionato negli Statuti Ferraresi del 1287 mentre la Chiesa parrocchiale la si fa risalire sino al 1314, per poi essere ricostruita nel 1617 e dedicata a San Giovanni Battista.

giovedì 29 settembre 2016

COPPARO - CHIESA E CAMPANILE











Nonostante che Copparo fosse allora centro di assistenza sanitaria e i tetti degli edifici fosse contrassegnati da un'abbondanza di croci rosse in campo bianco, il 30 gennaio 1945 ondate successive di bombardieri Alleati colpirono la cittadina, distruggendo fra l'altro la chiesa, l'asilo infantile, l'ospedale; si contarono 93 morti.


COPPARO - TORRE ESTENSE



Torre Estense
Detta "al Turiòn", emblema della Delizia Estense, è l'ultima sopravvissuta delle cinque torri del progetto originale del castello. Ospita la Biblioteca comunale, in particolare al secondo piano la Biblioteca generale e la Sezione ragazzi, al terzo piano la Fonoteca.

CODREA





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ALBAREA










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mercoledì 28 settembre 2016

BONO




La piccola chiesa, affiancata dal suo cimitero, sorge in posizione isolata a nord dell'abitato di Bono, circondata da campi coltivati; la sua posizione decentrata rispetto alla frazione sarebbe dovuta, secondo la tradizione, alla presenza di un secondo paese, posto più a nord, abbandonato e scomparso in seguito ad una pestilenza. La struttura, formata da un primo nucleo anteriore al 1447, ampliato nella seconda metà dello stesso secolo, è orientata a est, non ha ingressi sulla facciata a capanna, illuminata da un oculo centrale e una finestra rettangolare, ma solo sul fianco sud, volto al camposanto. La mole del campanile in corsi di pietra a vista serra la costruzione all'angolo sud-est, mentre a sinistra gli si affianca la sacrestia. L'interno, leggermente interrato, è formato da due campate voltate a crociera, di cui quella orientale, la più antica, funge da presbiterio, alla stessa quota pavimentale della navata. L'intero presbiterio e parte della navata sono ornati da affreschi di Cristoforo Baschenis e della sua bottega, datati 1496-1497. Oggetto di furti in più occasioni negli anni Settanta, oggi è di norma chiusa e officiata alcune volte all'anno.

Campanile
Torre a pianta quadrangolare a corsi orizzontali di granito. Cella campanaria delimitata da cornici aggettanti, illuminata da quattro ampie monofore centinate. Copertura piramidale poggiante su frontoncini triangolari e croce apicale.


Notizie tratte da:



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Foto di NonnoKucco (Ottobre 1995)

lunedì 26 settembre 2016

MOLVENO






Orientata a sud-ovest, verso il lago, la parrocchiale di San Carlo Borromeo venne ricostruita ex novo tra il 1939 e il 1940 su progetto dell’architetto e ingegnere conte Pietro Marzani di Villalagarina, abbattendo la curaziale seicentesca preesistente e mantenendo in piedi solamente il campanile medievale, isolato e posto per angolo a sinistra della facciata, con fusto intonacato e tinteggiato segnato dai conci angolari in pietra grigia a vista, due quadranti di orologio dipinti sui lati nord e sud, quattro bifore a luci centinate separate da colonnine nella cella e copertura piramidale a quattro falde. 

Il campanile isolato, anteriore al XVI secolo, è l’elemento architettonico più antico del complesso della parrocchiale.

domenica 25 settembre 2016

ANDALO










Orientata a sud-est, la parrocchiale vecchia di Andalo, dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia, si erge in posizione elevata al centro dell’abitato, realizzata ex novo da Antonio Cometti con il suo socio stuccatore Pietro Bianchi tra il 1782 e il 1783, in sostituzione della prima chiesa troppo angusta. La facciata a due spioventi è ripartita in nove settori da un motivo a reticolo determinato dall'incrocio di lesene e cornici lisce; nei settori centrali inferiore e mediano si aprono rispettivamente il portale maggiore timpanato elevato di due gradini e una finestra a profilo mistilineo, mentre i settori laterali mediani ospitano due nicchie centinate vuote. Le fiancate si caratterizzano per la presenza su ciascuna di tre finestre mistilinee, due nella navata e una nel presbiterio, e sono scandite da una serie di lesene intonacate; emergono simmetricamente i corpi rettangolari con gli angoli smussati corrispondenti alle cappelle e gli ambienti di servizio, più bassi (la sacrestia finestrata sul lato destro, l’ambiente adibito a deposito su quello sinistro). Il campanile si eleva a sinistra della chiesa, leggermente arretrato rispetto alla facciata: è caratterizzato da un’alta scarpa intonacata con cantonali sfalsati in pietra a vista e dall’accesso indipendente sul lato sud-est; il fusto è diviso in tre tronconi da cornici orizzontali, forato da feritoie e dotato di quadranti di orologio sommitali su ogni lato. Quattro monofore centinate allungate si aprono sui lati maggiori della cella ottagonale irregolare; la copertura piramidale a più falde è sormontata da globo e croce apicale. L’ingresso secondario della chiesa, con portale cinquecentesco reimpiegato, si trova sul lato sinistro, nel settore tra la prima e la seconda campata.

Ingresso secondario con portale cinquecentesco