Nonostante che Copparo fosse allora centro di assistenza sanitaria e i tetti degli edifici fosse contrassegnati da un'abbondanza di croci rosse in campo bianco, il 30 gennaio 1945 ondate successive di bombardieri Alleati colpirono la cittadina, distruggendo fra l'altro la chiesa, l'asilo infantile, l'ospedale; si contarono 93 morti.
giovedì 29 settembre 2016
COPPARO - CHIESA E CAMPANILE
Nonostante che Copparo fosse allora centro di assistenza sanitaria e i tetti degli edifici fosse contrassegnati da un'abbondanza di croci rosse in campo bianco, il 30 gennaio 1945 ondate successive di bombardieri Alleati colpirono la cittadina, distruggendo fra l'altro la chiesa, l'asilo infantile, l'ospedale; si contarono 93 morti.
COPPARO - TORRE ESTENSE
Torre Estense
Detta "al Turiòn", emblema della Delizia Estense, è l'ultima sopravvissuta delle cinque torri del progetto originale del castello. Ospita la Biblioteca comunale, in particolare al secondo piano la Biblioteca generale e la Sezione ragazzi, al terzo piano la Fonoteca.
mercoledì 28 settembre 2016
BONO
La piccola chiesa, affiancata dal suo cimitero, sorge in posizione
isolata a nord dell'abitato di Bono, circondata da campi coltivati; la
sua posizione decentrata rispetto alla frazione sarebbe dovuta, secondo
la tradizione, alla presenza di un secondo paese, posto più a nord,
abbandonato e scomparso in seguito ad una pestilenza. La struttura,
formata da un primo nucleo anteriore al 1447, ampliato nella seconda
metà dello stesso secolo, è orientata a est, non ha ingressi sulla
facciata a capanna, illuminata da un oculo centrale e una finestra
rettangolare, ma solo sul fianco sud, volto al camposanto. La mole del
campanile in corsi di pietra a vista serra la costruzione all'angolo
sud-est, mentre a sinistra gli si affianca la sacrestia. L'interno,
leggermente interrato, è formato da due campate voltate a crociera, di
cui quella orientale, la più antica, funge da presbiterio, alla stessa
quota pavimentale della navata. L'intero presbiterio e parte della
navata sono ornati da affreschi di Cristoforo Baschenis e della sua
bottega, datati 1496-1497. Oggetto di furti in più occasioni negli anni
Settanta, oggi è di norma chiusa e officiata alcune volte all'anno.
Campanile
Torre a pianta quadrangolare a corsi orizzontali di granito. Cella
campanaria delimitata da cornici aggettanti, illuminata da quattro ampie
monofore centinate. Copertura piramidale poggiante su frontoncini
triangolari e croce apicale.
Notizie tratte da:
![]() |
| By Google Maps |
Foto di NonnoKucco (Ottobre 1995)
lunedì 26 settembre 2016
MOLVENO
Orientata a sud-ovest, verso il lago, la parrocchiale di San Carlo
Borromeo venne ricostruita ex novo tra il 1939 e il 1940 su progetto
dell’architetto e ingegnere conte Pietro Marzani di Villalagarina,
abbattendo la curaziale seicentesca preesistente e mantenendo in piedi
solamente il campanile medievale, isolato e posto per angolo a sinistra
della facciata, con fusto intonacato e tinteggiato segnato dai conci
angolari in pietra grigia a vista, due quadranti di orologio dipinti sui
lati nord e sud, quattro bifore a luci centinate separate da colonnine
nella cella e copertura piramidale a quattro falde.
Il campanile isolato, anteriore al XVI secolo, è l’elemento architettonico più antico del complesso della parrocchiale.
domenica 25 settembre 2016
ANDALO
Orientata a sud-est, la parrocchiale vecchia di Andalo, dedicata ai
Santi Vito, Modesto e Crescenzia, si erge in posizione elevata al centro
dell’abitato, realizzata ex novo da Antonio Cometti con il suo socio
stuccatore Pietro Bianchi tra il 1782 e il 1783, in sostituzione della
prima chiesa troppo angusta. La facciata a due spioventi è ripartita in
nove settori da un motivo a reticolo determinato dall'incrocio di lesene
e cornici lisce; nei settori centrali inferiore e mediano si aprono
rispettivamente il portale maggiore timpanato elevato di due gradini e
una finestra a profilo mistilineo, mentre i settori laterali mediani
ospitano due nicchie centinate vuote. Le fiancate si caratterizzano per
la presenza su ciascuna di tre finestre mistilinee, due nella navata e
una nel presbiterio, e sono scandite da una serie di lesene intonacate;
emergono simmetricamente i corpi rettangolari con gli angoli smussati
corrispondenti alle cappelle e gli ambienti di servizio, più bassi (la
sacrestia finestrata sul lato destro, l’ambiente adibito a deposito su
quello sinistro). Il campanile si eleva a sinistra della chiesa,
leggermente arretrato rispetto alla facciata: è caratterizzato da
un’alta scarpa intonacata con cantonali sfalsati in pietra a vista e
dall’accesso indipendente sul lato sud-est; il fusto è diviso in tre
tronconi da cornici orizzontali, forato da feritoie e dotato di
quadranti di orologio sommitali su ogni lato. Quattro monofore centinate
allungate si aprono sui lati maggiori della cella ottagonale
irregolare; la copertura piramidale a più falde è sormontata da globo e
croce apicale. L’ingresso secondario della chiesa, con portale
cinquecentesco reimpiegato, si trova sul lato sinistro, nel settore tra
la prima e la seconda campata.
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| Ingresso secondario con portale cinquecentesco |
FERRARA - SANTA MARIA NUOVA E SAN BIAGIO
Foto di:
Nicola Quirico (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons
Secondo la tradizione, fin dal VII secolo sul luogo in cui attualmente sorge la chiesa vi era un piccolo lago denominato il Lacus Mariae,
dal quale emergeva un'isoletta, nel cui punto più elevato sorgeva una
piccola cappella o forse solo un capitello, sito conosciuto come Santa Maria dei Pescatori. Nel 911 attorno a questo primo edificio religioso se ne costruì un altro molto più grande del primo.
La nuova chiesa, detta di Santa Maria del Lago, fu una delle più belle e nobili del tempo. Almeno dal 1138, fu denominata Santa Maria Nuova e, solo nel 1182, assunse probabilmente l'attuale assetto planimetrico di base. La chiesa è conosciuta anche come Santa Maria della Neve, in memoria del prodigio della nevicata avvenuto nell'anno 352 in piena estate sull'Esquilino in Roma, ove poi sorse la grandiosa basilica di Santa Maria Maggiore. Nel 1278 Santa Maria Nuova è documentata come parrocchia, mentre tra XIV e XV secolo fu profondamente ristrutturata.
In seguito decadde, ma si riprese a partire dal 1708,
anno in cui la chiesa di San Biagio, che si trovava in prossimità
dell'incrocio di viale Cavour con via Cittadella, fu demolita per far
posto alla spianata della fortezza pontificia, così il titolo e i
diritti vennero trasferiti nel nostro edificio di culto. A seguito di
questo fatto, nel 1709
fu eretta all'interno di Santa Maria Nuova la cappella dedicata a San
Biagio, dove si conserva una reliquia del santo, venerato tuttora come
protettore della gola, soprattutto in occasione della sua festività che
cade il 3 febbraio.
Chiusa nel 1796 in seguito alle soppressioni napoleoniche, la chiesa venne poi riaperta nel 1812 ma privata del titolo di parrocchia.
Alla fine del XIX secolo, in occasione del rifacimento del pavimento, fu rinvenuto il sepolcro della famiglia degli Aldighieri e una parte del muro della chiesa primitiva. Nel 1921, anno del VI centenario della morte di Dante, fu poi costruita una piccola cripta detta appunto degli Aldighieri
dove nell'occasione furono composti i resti dell'antica famiglia (1). La
stessa facciata, che era stata trasformata nel Settecento, sempre nel 1921
riacquistò attraverso un restauro piuttosto ardito il suo aspetto
tre-quattrocentesco; nel contempo anche il fianco meridionale assunse
l'attuale architettura. Nel 1938 Santa Maria Nuova fu di nuovo elevata a parrocchia, ma nel 1944 venne colpita dai bombardamenti: l'abside fu in gran parte demolita, crollò il soffitto e la cripta venne squarciata.
L'opera di ricostruzione, iniziata nell'immediato dopoguerra, si concluse nel 1949, ma anche in seguito si segnalano interventi interni grazie ai quali la chiesa, tra le più ricche di storia della città di Ferrara, acquisì nuovamente dignità e decoro.
Dietro l'altare maggiore, assume particolare rilevanza per la storia della chiesa il Miracolo della Neve dello Scarsellino; da segnalare, inoltre, un crocifisso ligneo di Tommaso Gandolfi realizzato nel XVII secolo, oltre alla già citata cripta degli Aldighieri, meta di studiosi e visitatori.
Per saperne di più.......
29 settembre 2916
Foto di Pietro Finetti:
- Le chiese di Ferrara
Storia, arte e fede
di Giovanni Sassu e Francesco Scafuri
Ferrara Arte, 2013
Pag. 37 e segg.
Nuove foto (16 agosto 2019):
29 settembre 2916
Foto di Pietro Finetti:
(1)..... Gli avi di Dante Alighieri erano di origine ferrarese? Nel 15º canto del Paradiso, Cacciaguida, trisavolo del poeta, (vissuto tra il 1091 ed il 1148) racconta a Dante, come era la Firenze dei suoi tempi ma, alla fine del conto, veniamo a sapere che egli aveva sposato una donna dell'Alta Italia, e che da lei ebbe origine il cognome Alighieri. Ecco cosa fa dire nel canto 15º canto del Paradiso a Cacciaguida: "mia donna venne a me di val di Pado, e quindi il sopranome tuo si feo". La celebre frase è riportata anche sulla lapide a destra del portale della facciata della chiesa di Santa Maria Nuova.
Vedere anche:
Storia, arte e fede
di Giovanni Sassu e Francesco Scafuri
Ferrara Arte, 2013
Pag. 37 e segg.
Nuove foto (16 agosto 2019):
martedì 26 aprile 2016
OCCHIOBELLO
Chiesa di San Lorenzo Diacono e Martire
(foto caricate il 23 luglio 2023)
Link: Comune di Occhiobello
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Lorenzo_Diacono_e_Martire_(Occhiobello)
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